BTP e Conti Correnti

BTP e conti correnti sono da sempre legati a filo doppio in quanto con il rischio per il rating italiano di venire declassato a titoli “spazzatura” incombe prepotentemente la corsa degli investitori a vendere, peggiorando la già debole ripresa di un mercato asfittico portato addirittura a temere rendimenti sopra il 3% per la scadenza a 10 anni dando un segnale negativo ai mercati internazionali.

BTP e CONTI CORRENTI - Titoli di Stato

La crisi tanto temuta per il debito sovrano che travolgerà l’euro nel 2019 e che dovrebbe, e qui il condizionale è d’obbligo, portare la B.C.E. ad intervenire in autunno per impedire lo sfaldamento e l’uscita dalla moneta unica dell’Italia verrà determinato dall’agenzia di rating Moody’s che rivedrà il giudizio sui Titoli di Stato (BTP) a seguito dell’analisi sulla legge di Stabilità del 2019 da parte del Governo Italiano e cioè non più tardi di ottobre.

Se l’agenzia di rating Moody’s si esprimerà negativamente riguardo le opere economico-finanziarie messe in atto dal Governo Italiano, l’Italia incorrerà in una grave procedura di infrazione da parte della B.C.E. che, con le normative attuali non potrà più utilizzare il “Quantitative Easing” e cioè l’acquisto sui mercati dei BTP italiani, conducendo velocemente l’economia dell’Italia ad una paralisi totale e ad un probabile default contrariamente alla Gran Bretagna che a seguito del BrExit, continuerà a godere della fiducia dei mercati internazionali.

Ad oggi il rating espresso dall’agenzia di rating Moody’s è per l’Italia “BAA2” e cioè due punti al di sopra dei BTP “spazzatura” che, sta già innervosendo i mercati temendo un’eventuale declassamento con relativa fuga dei fondi di investimento e mettendo a rischio anche i conti correnti e quindi i risparmi degli italiani in quanto molti grandi istituti bancari hanno in pancia innumerevoli Titoli di Stato e rischieranno il fallimento.

Il rischio del declassamento figura uno scenario futuro dalle linee fosche che determinerebbe l’ascesa dei fondi speculativi, un’esplosione dei rendimenti e la perdita di accesso ai mercati finanziari primari da parte delle strutture governative finanziarie italiane e sarebbe solo il principio di un commissariamento da parte delle istituzioni europee allo stesso modo di come lo è stato in passato per la Grecia.

Per non incorrere in uno scenario a dir poco, apocalittico, già si sono intravisti i primi segnali da parte dell’odierno Governo Italiano, con un evidente schieramento Pro-Europa ma soprattutto con una più forte e rinnovata intesa con la Casa Bianca americana, dando l’impressione di riuscire a mettere in crisi l’asse franco-tedesco.

A seguito dello scenario peggiore per l’Italia, l’unica alternativa alla sospensione dei BTP rimarrebbe la Federal Reserve che potrebbe intervenire grazie alle sollecitazioni del Presidente americano per garantire le emissioni italiane facendo crollare lo spread con piccoli acquisti simili al quantitative easing della B.C.E. ma, creando un disinvolto primato storico che potrebbe determinare nel tempo l’uscita dell’Italia dall’Euro zona e la fine della moneta unica.

Nel frattempo i conti correnti dei risparmiatori italiani ne subirebbero comunque le conseguenze negative di una crisi annunciata con scenari catastrofici dovuti anche al fallimento di molte banche italiane.

Il quantitative easing fu utilizzato, come strumento di salvataggio finanziario, per dare più ampio respiro all’Italia ed impedirne il collasso finanziario già a partire dal 2012, anno in cui la Germania consigliava di fare imponenti ed urgenti riforme con grandi sacrifici per gli italiani, ma, dove già dal 2013 si intravedeva un’impassibilità nella strana conduzione finanziaria dello Stato europeo.

Si spiega ora, la grande corsa alle registrazioni di società estere in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America (U.S.A). , realizzazione di fondi esteri ed apertura di conti correnti esteri non nominativi ma societari atti alla protezione dei propri capitali anche se esigui.

Back Finanza

Perdita affidabilità bancaria

Perdita affidabilità bancaria – La perdita di affidabilità bancaria è solitamente l’inizio del pensiero del default finanziario e la chiusura della propria azienda.

Perdita affidabilità bancaria - Conto Corrente - Carte di Credito - VISA - MASTERCARD - AFFIDABILITA' BANCARIA

Il possedere un conto corrente non è mai stata un’operazione complicata sempre che non si abbiano segnalazioni varie presso gli Istituti di Credito e le Centrali Rischi Interbancari.

Con Basilea 3 si sono venute a creare molteplici complicanze per l’artigiano, il piccolo imprenditore ed il medio imprenditore che spesso si trova in difficoltà con l’irrigidimento del sistema bancario causandogli la perdita di affidabilità bancaria.

Solitamente quando avviene un protesto bancario, o si viene iscritti ai cattivi pagatori dal proprio sistema bancario nazionale, la disperazione regna sovrana perchè si è persa l’affidabilità bancarie e si avranno problemi per i pagamenti, non si avranno più bancomat se la banca ci ha chiuso anche il conto corrente o se presenti nelle varie banche dati finanziarie con pignoramenti e ipoteche giudiziali, legali o di riscossione si pensa solo al fallimento imprenditoriale.

Una delle cause che spingono le Piccole Medie Imprese o l’artigiano o il professionista verso l’insolvenza irreversibile è che il sistema bancario non ha lucidità e umiltà per cambiare alcuni meccanismi a cui si affida nella gestione del credito con problemi causando la perdita di affidabilità bancaria.

Le altre cause sono tutte nel campo dell’impresa: errori gestionali, errori di valutazione, ritardati o mancati pagamenti, ritardi nel riconoscere e nel contrastare i sintomi della crisi conducono inesorabilmente alla perdita di affidabilità bancaria.

La SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD, grazie ai suoi consulenti finanziari, ha la soluzione per gli imprenditori che hanno perso l’affidabilità bancaria, permettendogli di proseguire con la loro attività utilizzando un conto corrente con IBANN, una carta di debito VISA o MasterCard con IBANN e la possibilità tramite internet banking di poter ricevere ed effettuare i pagamenti per il bene della propria azienda e nel caso venga richiesto in fase di avvio pratica, consentire addirittura ad una data prestabilita, il pagamento degli stipendi o pagamenti a fornitori con bonifico automatico su più conti correnti.

Una nuova prospettiva ci viene presentata per aggirare la perdita di affidabilità bancaria, bisogna solo pensare al futuro, a riprendersi la vita in mano e a riorganizzare il proprio lavoro perchè solo così si verranno a creare le condizioni per tornare a vivere serenamente e si ritroveranno le energie per riprendere il lavoro con maggior grinta.

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Finanza Italiana

Finanza Italiana nel 2018 ed il pericolo uscita dall’ Euro zona sono la preoccupazione dei mercati mondiali che stanno minando la stabilità dell’Italia a causa delle turbolenze politiche che hanno destato preoccupazione ed innescato una forte volatilità sui mercati finanziari.

Finanza - Finanza Italiana

La nascita del nuovo Governo avvenuta a quasi novanta giorni dopo il 4 marzo 2018, sembrava aver stabilizzato una crisi destinata a proseguire quando i mercati, analizzate le controverse idee di un “contratto di Governo” che altro non può definirsi se non punti di convergenza ed obbiettivi da raggiungere, hanno reso ancor più altalenanti le borse e messo maggiormente in allarme i mercati stessi.

La crisi finanziaria dell’Italia è dovuta ad un debito pubblico fuori controllo e ad un P.I.L. che non riesce ad innalzarsi ai livelli degli altri partners europei ridefinendo una contrazione nella domanda dei mercati anche a fronte di un programma di Governo troppo esoso per le finanze di un Paese già in crisi di crescita da oltre un decennio e con gravi problemi occupazionali.

I possibili scontri con l’Unione Europea, tra l’altro già avvenuti molto sommessamente prima della nascita del nuovo Governo a causa dei vincoli di bilancio imposti da Bruxelles per evitare nel passato il default dell’Italia e l’ingresso a gamba tesa della Troika, stanno generando una diffidenza nei titoli italiani e nella finanza italiana, e sembrano non aver ancora portato il buon senso in chi è debitore dei mercati internazionali.

La finanza italiana rappresentata soprattutto dalla Consob è preoccupata dalle imprese italiane che continuano con maggiore convinzione a reinvestire all’estero piuttosto che nell’economia nazionale evidenziando una sfiducia nel sistema Italia.

L’Italia ha spesso richiesto all’Unione Europea, una maggiore flessibilità per poi utilizzare quanto concesso in investimenti finanziari che consentissero la ripresa economica e la rimessa in marcia del libero mercato.

Queste concessioni economiche con la scorsa legislatura, oltre ad aver portato malumori verso l’Unione Europea, sono finite per divenire mance elettorali atte a rendere più malleabili i propri concittadini e dando segno di irresponsabilità non accettando le critiche costruttive e gli ammonimenti provenienti da Bruxelles nell’interesse del sistema economico finanziario italiano.

Bisogna anche ammettere che il nuovo Governo Italiano, aveva provato ad inserire come Ministro per l’Economia e le Finanze (M.E.F.), uno dei più grandi e stimati economisti mondiali qual’è il Prof. Savona, mettendo in seria difficoltà il Presidente della Repubblica Italiana.

In quel frangente, molti economisti notavano da subito una chiusura dei rubinetti da parte della Banca Centrale Europea, che agendo sul quantitative easing lo faceva scendere a 3,831 miliardi di euro nell’ultima settimana, dai 5,309 miliardi di euro della settimana precedente causando un’impennata dello spread, un’instabilità delle borse che reagivano immediatamente alla diffidenza Europea per un futuro Ministro euroscettico.

Il pericolo che l’Italia possa uscire dall’Euro ed automaticamente dall’Unione Europea, sembra al momento scongiurato grazie agli sforzi che la nuova compagine di Governo ha compiuto nell’affermare che non è loro intenzione mettere in crisi l’Euro ma di voler solo ridiscutere i trattati per migliorare le aspettative di vita degli italiani.

Resta comunque forte la diffidenza dei mercati a causa di promesse elettorali che difficilmente potranno essere mantenute se non facendo deficit contrario ai migliori consigli dell’Unione Europea e creando instabilità nei pagamenti che potrebbero portare l’Italia fuori dall’Euro mettendola al pari di Paesi come il Venenzuela e l’Argentina.

Gli analisti della SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD, restano fiduciosi che il Governo Italiano intraprenda una strada non in deficit, ma di risparmio e risanamento dei conti pubblici che risollevino la finanza italiana e consentano una veloce ripresa economica.

Dobbiamo comprendere i manager grandi e piccoli, che stanchi di continui proclami da campagna elettorale e non trovando sbocchi economici nel loro Paese, decidano di de-localizzare le proprie imprese e dobbiamo comprendere inoltre quanti cittadini italiani, spaventati da un’eventuale uscita dall’ Euro, decidano di aprire conti correnti all’ estero per mettere al sicuro i propri beni ed i propri capitali.

Back Finanza

Conti correnti bancari offshore

Conti Correnti bancari offshore, sono la soluzione in caso di fallimento o seria difficoltà dell’Istituto di Credito Bancario di uno Stato Europeo

conti correnti bancari offshore - conti offshore

I Conti Correnti Bancari Offshore sono l’unica ancora di salvezza in caso di fallimento di una banca, in quanto non è possibile per l’Istituto Bancario di appartenenza, poter mettere le mani sui capitali monetari depositati al di fuori dell’Unione Europea, questo anche nel caso del fallimento di uno Stato o la perdita di affidabilità bancaria.

Spesso hanno fatto credere, e non è peregrina l’idea del motivo, che lo spostamento di ingenti somme di denaro non fosse legale ma ciò non corrisponde assolutamente al vero.

Il movimento di capitali è possibile con un bonifico bancario, dalla nostra banca di deposito alla banca di destinazione offshore e, qualora a seguito di fiscalità aggressive, l’ente preposto dovesse domandarci il motivo di tale spostamento, la risposta è più semplice di quanto possiate immaginare: “ a seguito dei ventilati pericoli per alcune banche europee, ho spostato i miei capitali al di fuori dell’Europa e ne dichiarerò lo spostamento come previsto dalle normative di legge in vigore ”.

E’ ovvio che gli spostamenti da noi consigliati non devono superare i 40.000 Euro a bonifico, per evitare spese di movimentazione eccessive (le banche europee applicano spese di movimentazione piuttosto elevate e cambiano da Istituto ad Istituto).

Per il cittadino italiano non è molto diverso, in quanto sarà sufficiente in fase di dichiarazione dei redditi, far compilare adeguatamente dal proprio fiscalista il quadro RW ed il riquadro PF, segnalando qual’e’ l’Istituto Bancario, in quale Paese sono i nostri capitali, le coordinate dei vostri conti correnti bancari offshore ed a quanto ammonta la giacenza media e pagando una tassa pari a Euro 34,20 per ogni conto corrente detenuto.

La SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD si interessa dell’apertura dei conti correnti bancari offshore per il comune cittadino europeo, per l’azienda, per il lavoratore dipendente che intende farsi accreditare il proprio stipendio grazie ad accordi con introducer accreditati e molto spesso utilizzando propri consulenti.

Tutto questo vi metterà al riparo da eventuali ritorsioni fiscali e vi garantirà conti correnti offshore contenenti i nostri risparmi, non soggetti a problematiche bancarie europee che stanno distruggendo la finanza degli Stati membri con i vari decreti salva banche.

Potrete ottenere i vostri conti correnti bancari offshore in brevissimo tempo, potendo contare su un Internet Banking come quello che avete sempre utilizzato, e su una carta di debito utilizzabile nel vostro Stato come Visa o Master Card con spese minime, spesso al di sotto di quelle presenti negli Istituti Bancari Europei.

I nostri consulenti sono a vostra completa disposizione, se siete seriamente interessati non pensateci e contattateci.

conti correnti bancari offshore

Conti Correnti a rischio

Conti Correnti bancari a rischio ?
Il Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD) prevede il congelamento dei conti correnti e limitazioni sui prelievi nel caso che un Istituto di Credito (Banca) vada in crisi

CONTI CORRENTI - BCE - BRRD - BAIL IN

Il Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD) è una delle ultime trovate su cui Bruxelles sta alacremente lavorando per congelare i conti correnti con i risparmi dei cittadini europei e solo ora si comprendono meglio alcune delle motivazioni per cui il Regno Unito, per quanto non avesse mai adottato la moneta europea, ha deciso a malincuore di uscire dall’Unione Europea.

La novità è, secondo un documento della B.C.E. (Banca Centrale Europea), che se una banca dovesse essere sull’orlo del fallimento o in serie difficoltà, il Bail In che fino ad ora ha per lo meno tutelato i piccoli risparmiatori che non raggiungevano i 100.000 Euro e non erano né obbligazionisti, né tanto meno azionisti, potrebbe essere superato avendo toni meno apocalittici del “congelamento dei conti correnti”.

Tale congelamento dei fondi di TUTTI i correntisti, avverrebbe in un periodo non superiore ai cinque giorni lavorativi limitando i prelievi agli sportelli dell’Istituto Bancario, ed impedendo quindi, la corsa dei correntisti al ritiro di quanto versato fino a quel momento.

L’ipotesi del meccanismo di garanzia, è spinto dalla Germania, tanto è vero che il consigliere esecutivo della Banca Centrale Europea (B.C.E.), la signora Sabine Lautenschlaegr, nel promuovere questa procedura, affermava di essere stupita di quante persone ne fossero così spaventate.

La Banca Centrale Europea (B.C.E.), su richiesta del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo, ha espresso la propria opinione sulla revisione di varie normative riguardanti le crisi bancarie europee documentandolo (leggi documento ufficiale), come si può leggere al punto 5 e proponendo la modifica della Direttiva sulle risoluzioni bancarie (BRRD).

Gli  analisti della SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD, temono che presto l’Unione Europea possa approvare tale proposta e mettere nel mirino i conti correnti dei cittadini europei, per congelarli in aiuto degli Istituti Bancari ed hanno elaborato una soluzione conveniente, sia per il privato cittadino europeo che per l’azienda.

Back Finanza

Panama dove nessuno và in paradiso

Panama dove nessuno va in paradiso – Panama Papers, Paradise Papers e decine di studi legali e di società finanziarie, sono solo la punta dell’iceberg che ha colpito lo Stato di Panama portando alla luce migliaia di fascicoli ritenuti più che riservati ma protetti da sistemi vecchi ed antiquati, ed utilizzando tanta superficialità, non tenendo conto che si stavano mettendo a rischio i beni ed i capitali di migliaia di persone

Panama Papers - Paradise Papers - Beni - Capitali - Società Limited a Londra

Lo scandalo Panama Papers nel 2016, mise in crisi migliaia di vip internazionalmente legati tra loro dallo studio legale Mossack Fonseca di Panama.

Il problema che è venuto alla luce, era dovuto al fatto che in molti avevano cercato di eludere beni e capitali alle tasse dei rispettivi Stati, laddove la semplice dichiarazione, avrebbe portato semplicemente ad un nulla di fatto e lo “scandalo” tale non sarebbe potuto esser definito.

Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione, in quanto è stato scoperchiato un altro vaso di Pandora con il fascicolo Paradise Papers mettendo in difficoltà le autorità finanziarie panamensi, e coinvolgendo altri studi legali che si prestavano quali interlocutori finanziari, possiamo certamente affermare che Panama dove nessuno va in paradiso, ora forse in molti andranno in purgatorio.

Come sempre, la SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD dimostra, essendo una società che si è data una regolamentazione inglese, di essere avanti nei tempi ed aver previsto che prima o poi, la lotta alla evasione fiscale o alla elusione fiscale, avrebbe prodotto un problema per il mondo finanziario globale, mettendo in difficoltà migliaia di persone che si erano fidate direttamente di aziende panamensi, senza aver percorso degli step obbligatori che li avrebbe salvaguardati mettendo in evidenza cha Panama dove nessuno va in paradiso, in molti ci hanno spesso sperato cercando di garantirsi una certa immunità.

Non è assolutamente illecito aprire una holding in Panama, come non è illecito aprire conti correnti offshore aziendali o personali, laddove non vi è un fisco aggressivo ed un’incessante caccia alle streghe come per alcuni Paesi europei e soprattutto per un Paese in particolare.

Esistono soluzioni di investimento decennali, che permettono di mettere al sicuro i vostri beni ed i vostri capitali aprendo società a Londra (Limited o LTD) e poi effettuando, sotto la guida esperta di professionisti accreditati nel mondo finanziario, investimenti a lungo e medio termine senza violare alcuna legge come con Panama dove nessuno va in Paradiso.

Solo in un secondo momento, si potrà ipotizzare di aprire con regolarità legale una fondazione o una holding a Panama ma soprattutto nel Delaware, sotto la protezione di una società Corporation o LLC e non essere tacciati di evasione fiscale o elusione fiscale e poter dormire sonni beati.

Registrando una società a Londra, si può beneficiare di una tassazione equa ed investire in beni strutturali mobili ed immobili, utilizzando la Limited quale società veicolo, nel modo che spiegheremo in “finanza strutturata”, per aprirvi mentalmente e permettervi di comprendere trasparentemente di cosa si tratta e come si possono realizzare utili dai vostri investimenti in maniera sicura e del tutto lecita.

Quindi, non lasciatevi incantare da false promesse di palme, mare e spiagge bianchissime in quanto a Panama dove nessuno va in paradiso, per molti la reputazione ed i propri investimenti verranno vagliati da un purgatorio fiscale.

Back Finanza

Trasferire soldi all’estero

Trasferire soldi all’estero ?
Proteggiamo il nostro denaro
E’ possibile spostare i soldi, vediamo come farlo legalmente

Soldi all'estero - trasferire valuta legalmente - Trasferire soldi

TRASFERIRE SOLDI ALL’ESTERO

Iniziamo con lo sfatare il falso mito di chi dice che  è un’operazione illegale, nello stesso modo di chi fino ad oggi vi ha fatto credere che aprire un conto personale in Unione Europea fosse sia illegale, che impossibile.

Niente di più falso ! ! !

Bisogna invece dire  che trasferire soldi all’estero è un’operazione del tutto legale, se si agisce in conformità alle leggi vigenti e le somme di denaro sono state ottenute legalmente.

Così come aprire conti bancari all’estero, anche offshore, richiedere carte di credito anche non tracciabili e disporre dei propri soldi liberamente, cosa che in molti Paesi ormai non è più possibile o per lo meno limitato e si continua a perseguire la strada di cercare di sottrarre il bene privato arrivando a contestare addirittura la legittimità della proprietà privata.

Se i capitali di cui siete in possesso è dimostrabile che è stato guadagnato onestamente, pagando i dovuti tributi, qualsiasi somma potrà essere trasferita all’estero per mezzo di normalissimi canali, soprattutto bancari, anche se solitamente fanno resistenza in quanto gli state sottraendo guadagni nel trasferire soldi all’estero.

Una cosa non bisogna dimenticarsi mai, e cioè che in fase di dichiarazione dei redditi annuali, nel riquadro RW bisognerà indicare la banca dove vengono detenuti i capitali, il Paese dove è allocata la banca e la giacenza media annuale calcolata al momento della dichiarazione reddituale.

Per chi è italiano, questa breve regola, vi metterà al riparo da problematiche che effettivamente potrebbero altrimenti far evincere l’esportazione irregolare o l’occultamento al fisco del vostro Paese di residenza, del denaro regolarmente spostato fuori dai confini del vostro Stato e per chi se lo stesse domandando, un normale commercialista sarà in grado di compilare il quadro RW del modello Redditi PF se non il vostro ufficio del personale dell’azienda per la quale lavorate e che vi sta versando l’eventuale stipendio su quel conto corrente.

Siamo a ricordarvi che entro il 31 dicembre di ogni anno, bisognerà evadere l’IVAFE e cioè un’imposta sui conti correnti bancari detenuti all’estero che per il privato cittadino ammonta a circa 34 euro per ciascun conto e per le attività finanziarie nella misura del 2 per mille; qualora l’importo non superi annualmente i 5000 Euro l’IVAFE per i conti correnti personali non dovrà essere pagata.

Le informazioni di cui sopra, molte aziende senza scrupoli, pur di raccogliere il maggior numero di clienti, evita sicuramente di dirle ma noi, per politica aziendale e professionale, ci teniamo alla serietà e ne diamo comunicazione a coloro che sono interessati a questo servizio.

Sono molteplici le cause che possono motivare una persona a trasferire somme di denaro che le appartengono e avere i propri capitali in un Paese senza o con minimi controlli valutari e fiscali permette di avere sempre la disponibilità immediata per fare un affare e soprattutto vi permette di mettere al riparo i vostri capitali, anche qualora fossero esigui, dal Bail In e da un’eventuale pericolo di default del vostro Paese.

C’è da dire però, che per trasferire il denaro verso Paesi considerati “Paradisi Fiscali” è però importante informarsi adeguatamente, perché le regole sono diverse da Paese a Paese, ed inoltre sono a volte determinate dai trattati firmati da tali Paesi con alcune altre Nazioni.

Il denaro può transitare verso l’estero in maniera  assolutamente legale.

PER CONTANTI
A questo punto penserete: “ma voi della SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY Ltd siete impazziti ?”

La nostra risposta è: “NO, E’ TUTTO PERFETTAMENTE LEGALE”.

In quasi tutti i Paesi, per trasferire soldi all’estero, é possibile uscire e entrare con una somma di denaro contanti a 9.999 euro o dollari compreso il denaro che avete nel vostro portafogli, in quanto in sede doganale possono contestare anche le somme detenute nel portafogli se il totale vi porta a superare la cifra indicata prima.

Se la somma trasportata fosse superiore, bisogna obbligatoriamente dichiararla molto prima alla dogana, spiegandone la provenienza accertata con documentazione idonea spesso rilasciata dalla vostra banca, per non incorrere in sanzioni che possono arrivare fino al 50% della somma eccedente.

CON TRASFERIMENTO BANCARIO
Pochi sanno che il trasferimento verso un conto estero con un semplice bonifico bancario, anche internazionale, non comporta alcun limite nè alcuna dichiarazione a seguito della perfetta tracciailità per poter trasferire soldi all’estero.

CON L’INVIO DI DENARO
Per trasferire soldi all’estero ci si può anche affidare a compagnie che si occupano specificamente di questo, come Western Union, MoneyGram ed altre.
In questo caso è necessario poter contare su una persona o su una società come la SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY Ltd, che lo possa ricevere per poi operare un versamento su un conto predisposto ad-ok e con voi concordato o richiederne a loro il versamento su coordinate bancarie.

SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY Ltd
Cosa state dicendo ?!?
Sì,  diciamo che vi è infine un modo del tutto legale per trasferire soldi all’estero che può essere realizzato dalla nostra società, in accordo con l’interessato ed a costi decisamente interessanti, rispettando sempre la legalità.

I nostri consulenti sono a vostra completa disposizione, se siete seriamente interessati non pensateci e contattateci.

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