Loss of work

Loss of work - work - Italy - World NewsLoss of work, a serious social problem that is crossing Europe, but above all an Italy brought to its knees by a Christian Democrat past that has only known how to put this country in debt for the next generations and that has led with the new governments only to be more alone, closed in its miseries and its sadness hidden from the world and that no one cares about itLoss of work - work - Italy - World News

Loss of work for many in the last decade has been equivalent to the ruin of Italy, companies that from evening to morning closed their doors leaving workers and managers in the middle of a street, often with the problem of getting to the next month and very often with dependent families for which the father who should have been concerned did not know what solutions could exist in his future.

The more days went by, the more the ex-occupied man tried to retire up, continuing to lose every battle against his future, having to adapt to hardships and trying not to let his family, his children, live on.

Curriculum Vitae of all respect, of people who had dedicated their lives to work, understanding that only that could make their happiness, lost all sense and one realized that what he had tried so hard to build for his future and that of his family had crumbled like a badly made concrete and realized that all his work experience no longer mattered because of the only thing he had always cared about and that had betrayed him: “work”.

Men who in silence, secluded in a garden or on the seashore where no one could notice them, passing unnoticed by everyone, had their eyes lost in nothingness, no longer observed anything and were confined in their own suffering, people who had counted, who had had power in their hands and who had also managed it well with fairness and understanding, found themselves emptied inside, questioned their own abilities and choices, became aware that the loss of their job, the only thing they really cared about, had destroyed them by betraying all their dreams and hopes.

We talk a lot about workers, but we never talk about managers who have put all of themselves at stake for companies not their own and very often for companies also owned, finding themselves after so much effort with a handful of flies in the hand, often with mortgages to pay, with bills that accumulate or with rents that will never be able to pay, but nobody wants to talk about this or when you do, you already have answers of psychologists beautiful and pre-packaged that serve absolutely nothing.

The loss of a job is the loss of one’s dignity, the plunging into silence and acceptance, having to lean on someone to solve tomorrow, having to cancel one’s experiences from one’s curriculum vitae because maybe one has the hope of being able to start again from the bottom but…. only hope and nothing more.

Bitter tears that silently scratch the face of many people, dictated by past thoughts, by the many victories and many sacrifices in the name of that company for which they lived and in which they believed, sometimes wrong choices that led even entrepreneurs to see their lives changed, to lose their jobs too, Tears in the silence of the night where no one can observe us, which create a lump at the throat but which must disappear quickly to hide everything from their family and not make them lose hope, tears hidden from wives, children, family members and the whole world, which descend along so many faces aged by time.

This is the real Italian situation that the various governments don’t give a damn about, thinking only of their electoral laws, their little scandals, their petty scandals, which for those who find themselves in the situation of losing their jobs doesn’t make tomorrow any easier for them, but makes them feel even more out of a society that in the end rejected them and marginalized them.

An Italy that hides how much pain in the lives of many Italians, pain well hidden by false smiles and many sentences of circumstance, pain hidden from others by taking refuge at home and looking for solutions.

One often wonders why everything was solved at all, why were the most impossible solutions found that were then positive for others and with the loss of work one cannot find a solution for oneself?

With the loss of your job you no longer have a chance, you look at your age and you realize that what should be the strength of experience becomes an impassable wall and as the Americans say: “you are fired”, you are burned and you will hardly be able to get up.

With the loss of the job, slowly the individual does not realize it almost but time seems to flow faster and also the physical and psychological forces of the person slowly get lost, you lose all energy to continue to fight against a life that has put you in a position where you can’t get back on your feet.

ADT – Rome 16 January 2020
Loss of Work - Italy - Work - World News

Perdita del lavoro

Perdita del Lavoro - Lavoro - Italia - World NewsPerdita del lavoro, un serio problema sociale che sta attraversando l’Europa ma soprattutto un’Italia messa in ginocchio da un passato democristiano che ha saputo solo indebitare questo Paese per le prossime generazioni e che ha portato con i nuovi Governi solo ad essere più sola, chiusa nelle sue miserie e nelle sue tristezze nascoste al mondo e di cui nessuno se ne occupaPerdita del Lavoro - Lavoro - Italia - World News

Perdita del lavoro per tanti in quest’ultimo decennio è equivalso allo sfacelo dell’Italia, aziende che dalla sera alla mattina chiudevano i battenti lasciando gli operai ed i dirigenti in mezzo ad una strada, spesso con il problema di arrivare al mese dopo e molto spesso con famiglie a carico di cui il padre che si sarebbe dovuto preoccupare non sapeva quali soluzioni potevano esistere nel suo futuro.

Più passavano i giorni e più l’ex occupato cercava di ritirarsi su continuando a perdere ogni battaglia contro il proprio futuro, dovendo adattarsi agli stenti e cercando di non farli vivere alla propria famiglia, ai propri figli.

Curriculum Vitae di tutto rispetto, di persone che avevano dedicato la propria esistenza al lavoro comprendendo che solo quello avrebbe potuto fare la propria felicità, perdevano ogni senso ed uno si rendeva conto che quanto aveva cercato faticosamente di costruire per il suo futuro e quello della propria famiglia si era sbriciolato come un cemento mal fatto e si accorgeva che tutta la sua esperienza lavorativa non contava più nulla a causa dell’unica cosa alla quale aveva da sempre tenuto e che l’aveva tradito: “il lavoro”.

Uomini che nel silenzio, appartati in un giardino o in riva al mare dove nessuno li poteva notare passando inosservati a tutti, avevano lo sguardo perso nel nulla, non osservavano più nulla ed erano reclusi nella propria sofferenza, persone che avevano contato, che avevano avuto il potere tra le mani e che lo avevano anche ben gestito con equità e comprensione, si ritrovavano svuotati dentro, mettevano in dubbio le proprie capacità e le proprie scelte, prendevano coscienza che la perdita del lavoro, l’unica cosa alla quale tenevano veramente li aveva distrutti tradendo tutti i loro sogni e le loro speranze.

Si parla tanto di operai, ma non si parla mai di dirigenti che hanno messo tutto se stessi in gioco per aziende non proprie e molto spesso per aziende anche di proprietà, ritrovandosi dopo tanta fatica con un pugno di mosche in mano, spesso con mutui da pagare, con bollette che si accumulano o con affitti che mai si riusciranno a saldare, ma di questo nessuno ne vuole parlare o quando lo si fa, già si hanno risposte di psicologi belle e preconfezionate che non servono assolutamente a niente.

La perdita del lavoro è la perdita della propria dignità, il piombare nel silenzio e nell’accettazione, il doversi appoggiare a qualcuno per risolvere il domani, il dover cancellare dai propri curriculum vitae le proprie esperienze perché forse si ha la speranza di poter ripartire dal basso ma……solo speranza e nulla più.

Lacrime amare che rigano silenziosamente il viso di tante persone, dettate da pensieri passati, dalle tante vittorie e tanti sacrifici in nome di quell’azienda per la quale si viveva e nella quale si credeva, scelte a volte sbagliate che hanno portato anche imprenditori a vedersi cambiare la vita, a perdere il lavoro anch’essi, lacrime nel silenzio della notte dove nessuno può osservarci, che creano un groppo alla gola ma che devono sparire velocemente per nascondere il tutto alla propria famiglia e non fargli perdere la speranza, lacrime nascoste alle mogli, ai figli, ai familiari ed al mondo intero, che scendono lungo tanti visi invecchiati dal tempo.

Questa è la vera situazione italiana di cui i vari Governi se ne fregano pensando solo alle loro leggi elettorali, ai loro piccoli scandali, alle loro piccolezze che per chi si trova nella situazione della perdita del lavoro non gli agevola un domani ma lo fa sentire ancora più fuori da una società che alla fine l’ha rifiutato e l’ha emarginato.

Un’Italia che nasconde quanto dolore nella vita di tanti italiani, dolore ben occultato da falsi sorrisi e da tante frasi di circostanza, dolore nascosto agli altri rifugiandosi in casa e cercando soluzioni.

Ci si chiede spesso come mai si risolveva tutto a tutti, si trovavano le soluzioni più impossibili risultate poi positive per gli altri e con la perdita del lavoro non si riesce a trovare una soluzione per se stessi ?

Con la perdita del lavoro non si ha più scampo, si guarda alla propria età e ci si rende conto che proprio quella che dovrebbe essere la forza dell’esperienza diventa un muro invalicabile e come dicono gli americani: “you are fired”, sei bruciato e difficilmente riuscirai a rialzarti.

Con la perdita del lavoro, lentamente l’individuo non se ne rende quasi conto ma il tempo sembra scorrere più velocemente ed anche le forze fisiche e psicologiche della persona vanno lentamente a perdersi, si perde ogni energia di continuare a combattere contro una vita che ti ha portato ad una situazione di stenti e questo fa ancora più male.

Capita di incontrare persone che si ricordano di ciò che quell’uomo ha fatto, di come era coscienzioso e responsabile ma che alla fine, anche lui è rimasto vittima della perdita del lavoro ed a volte anche per una sola scelta sbagliata che l’ha ridotto in uno stato di inerzia, un restart che non arriva e che forse non arriverà più.

In Italia, ma in qualsiasi parte del mondo, chi perde il lavoro si sente responsabile verso la propria famiglia e si pone mille domande dove la prima è: “dove ho sbagliato”, e ci si domanda chi potrà supportarci quando già si sa che gli altri si sono dimenticati dell’aiuto che nel passato potete avergli dato e si precipita in uno stato di stress generale.

Non si tratta di perdita di illusione, ma dell’aver preso atto della realtà che ancora una volta ha dato un sonoro schiaffo in faccia all’ex lavoratore facendogli perdere la stima in sé stesso e di sentirsi rifiutato dalla società.

Questa è la vera situazione italiana che in tanti nascondono perché scomoda, parlano di aumento della povertà, altri poveri illusi che vanno in giro a dire di averla eliminata, non pensando che non è con l’elemosina di Stato che si può risolvere questa piaga sociale in quanto tutto ciò che chiede quella persona è solo un’altra possibilità, il potersi riaccreditare nella società, il poter ripartire e ridare speranza per il futuro alla propria famiglia, ecco cosa chiede chi ha subito la perdita del lavoro.

Quanti imprenditori, dirigenti ma anche semplici operai sono arrivati a divenire alcolisti, consumatori di droghe fino ad arrivare al suicidio a causa della perdita del lavoro ?

In Italia ormai hanno terminato di tenerne il conto ed addirittura si è arrivati a richiedere alla stampa di tenere nascoste queste informazioni, il mondo non deve sapere, i partner europei non devono sapere in quanto si potrebbe perdere di credibilità, ma di quale credibilità vanno parlando i politici italiani ?

Pensano che gli altri partner vivano nell’isola che non c’e’ o pensano che le migliaia di famiglie che si sono ritrovate con mariti, mogli, padri e madri che hanno perso il lavoro possano ancora avere credibilità in loro ?

Questa è l’Italia, questo è un Paese ormai dilaniato e distrutto, ridotto al pari di un Paese del terzo mondo dove uno Stato canaglia ha dovuto erigere solo muri e tasse intorno a lui per sopravvivere.

Con la perdita del lavoro si arriva solo ad una semplice deduzione che ci porta in una triste realtà: “l’individuo ha perso contro il futuro e si arrende” in un’Italia che lo lascia ai suoi margini sociali.

ADT – Rome 16 January 2020
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Ambasciatore britannico arrestato

Ambasciatore britannico Macaire in Iran , sarebbe stato arrestato durante le proteste avvenute sabato a Teheran contro il regime per poi essere rilasciato qualche ora dopo

Ambasciatore britannico Macaire arrestato in Iran - World News

Ambasciatore britannico Macaire arrestato in Iran dove tutti sappiamo come il corpo diplomatico sia da sempre inviolabile per qualsiasi Stato, ed invece stato violato con un fermo di polizia dando luogo a vive proteste del Ministro degli Esteri britannico Raab che ha definito l’arresto un’aperta violazione del diritto internazionale.

Tutto sarebbe scaturito dal fatto che l’ambasciatore britannico durante una manifestazione di protesta di cittadini iraniani, avrebbe fomentato ed istigato tale protesta con conseguente arresto da parte delle forze dell’ordine iraniane.

Solo il provvidenziale intervento del Ministero degli Esteri iraniano ha scongiurato un ben più grave incidente diplomatico, rimane comunque il fatto che l’ambasciatore Macaire verrà comunque convocato per ulteriori accertamenti ed indagini che ovviamente dovranno aver luogo.

L’ambasciatore britannico Macaire è stato richiamato dal Ministero degli Esteri iraniano per il suo comportamento al di fuori dei canoni diplomatici e per il suo comportamento irresponsabile ed inappropriato, facendosi coinvolgere dalle proteste in solidarietà delle vittime dell’aereo ucraino abbattuto involontariamente dalle difese aeree iraniane del regime.

La ferma dedizione al ruolo diplomatico dell’ambasciatore britannico ha fatto sì che confermasse la sua estraneità a tutte le imputazioni a suo carico ma confermando la sua presenza per una veglia dedicata alle vittime della tragedia.

La convenzione di Vienna che obbliga tutti gli Stati mondiali al rispetto di un corpo diplomatico, ha fatto sì che l’Unione Europea esprimesse preoccupazione, con l’intervento del alto rappresentante per gli affari esteri Borrell.

Non poteva mancare il tweet del Presidente degli Stati Uniti d’America, Trump, che ha ricordato ai leader iraniani di non uccidere i manifestanti in quanto già troppo sangue è scorso tra i loro connazionali e che il mondo ha gli occhi puntati sugli accadimenti di quest’ultimo periodo.

Forse il proseguo americano di ergersi paladino della democrazia da un lato per poi agire con la C.I.A. e creare personaggi mostruosi come l’ex leader di Al Qaeda e dell’Isis non è molto coerente.

ADT – Rome 12 January 2020
Ambasciatore britannico Macaire arrestato in Iran - World News

Libia al cessate il fuoco

Libia al cessate il fuoco, è così che la de-escalation sta prendendo rapidamente corso dalla mezzanotte del 12 gennaio 2020 grazie all’intervento diplomatico ma, non troppo, della Turchia e della Russia

Libia al cessate il fuoco - World News

Libia al cessate il fuoco raggiunto con la presa di posizione del generale Haftar ed il Presidente Sarraj che hanno finalmente compreso come la guerra fratricida che si stava scatenando e che lentamente stava logorando con inutili sofferenze, morte e distruzione la già tanto martoriata Libia, deve trovare una tregua e che diplomaticamente bisogna trovare un punto d’incontro.

C’è voluto l’intervento della Turchia e della Russia per riportare la Libia al cessate il fuoco ed un po’ di ragione e buon senso tra i due contendenti, in quanto l’Italia con il suo Governo ed un timido Ministro degli Esteri, è riuscita solo a parlare di una regia mediterranea che avrebbe fatto da interlocutore primario senza mai portare positivamente nulla che potesse dar luogo ad una tregua e nemmeno consentire alle parti di venire a più miti consigli.

Altresì, la Turchia che stava già spostando le sue truppe e rifornendo il legittimo governo del Presidente Sarraj e la Russia, forte dell’aver annientato l’Isis colpendola ripetutamente nei punti strategici , sono riuscite a consentire un po’ di pace e silenziare momentaneamente le armi delle due fazioni portando la Libia al cessate il fuoco.

Forse l’incontro del generale Haftar con il Premier italiano può aver rimesso l’Italia in gioco perché i contendenti sarebbero pronti ad un vertice trilaterale con la Turchia, la Russia e l’Italia che, come sempre, speriamo non utilizzi solo le parole ma metta in campo dei fatti concreti necessari per la stabilizzazione libica.

Il Governo Al Sarraj lamenta delle piccole violazioni operate da miliziani del generale Haftar, ma questo è anche giustificabile dal fatto che molte delle milizie del generale sono composte da bande di mercenari difficili anche per lui da gestire e resta comunque la volontà di entrambi di portare la Libia al cessate il fuoco.

Piccole scaramucce sulle quali al momento tutte le parti preferiscono soprassedere in vista di un accordo, forse un po’ forzato, di pace e che si spera divenga duraturo anche se con la contrarietà della Francia che da tutto questo aveva da guadagnarci petrolio avendo appoggiato da sempre il generale Haftar.

L’ONU è stata finalmente chiamata in causa e le parti invitate sotto l’egida di quest’organizzazione a pervenire ad una tregua duratura in attesa della Conferenza di Berlino che dovrebbe portare ad una pace duratura.

Dal canto suo, anche la Lega Araba, grande assente da molto tempo, ha fatto finalmente sentire la sua voce con un comunicato che ha emanato accogliendo con favore l’aver portato la Libia al cessate il fuoco.

ADT – Rome 12 January 2020
Libia al cessate il fuoco - World News

Malta Primo Ministro Robert Abela

Malta, Primo Ministro Robert Abela, con grande sorpresa della popolazione è stato eletto anche Segretario del Partito Laburista in successione all’ormai ex premier Joseph Muscat che ha portato economicamente l’arcipelago fuori da acque finanziarie pericolose come avvenuto per il Portogallo e la Spagna, rendendo l’isola un posto dove vivere discretamente bene

Malta Primo Ministro Robert Abela - Joseph Muscat - Premier

Malta, Primo Ministro Robert Abela, un personaggio che, apparentemente, è sempre stato lontano dalle scene politiche svolgendo l’attività di avvocato, quindi potremmo dire, un membro stimato della società maltese che ha dato lustro alla legalità dell’arcipelago ha sostituito alla guida del proprio Paese Joseph Muscat.

Il premier Joseph Muscat, da molto tempo, diceva di voler lasciare l’incarico politico assunto perché stanco della vita pesante a cui qualsiasi politico del mondo viene sottoposto quando ha la responsabilità di uno Stato, specialmente dopo averlo traghettato da una situazione finanziaria disastrosa ad una realtà economica molto attraente.

Malta, per quanto il suo territorio sia piccolo, è cresciuta molto proprio grazie agli sforzi che persone come Joseph Muscat hanno fatto svolgendo il loro lavoro con dedizione ed abnegazione nell’interesse di tutta la popolazione maltese e che sicuramente verrà portato avanti dal Primo Ministro Robert Abela.

L’indomita guerra politica interna allo Stato maltese, tra Laburisti e Nazionalisti, ha fatto sì che l’isola potesse godere del lavoro di quanti coloro hanno presieduto gli scranni del governo, non utilizzando le poltrone comode come avviene in altre nazioni.

Malta, Primo Ministro Robert Abela sicuramente proseguirà con abnegazione e sacrificio per il bene della comunità, proseguendo sula chiave che ha determinato il cambio di rotta nelle politiche finanziarie maltesi portandole tra le più avanzate e dal peso importante nell’Unione Europea.

Le dichiarazioni del nuovo Premier maltese rilasciate il 6 dicembre del 2019, disse che non si sarebbe mai candidato a guidare un Governo che non rispecchiava le sue convinzioni, lo avranno fatto riflettere quando l’ex Premier Joseph Muscat ha fatto un passo indietro, e sicuramente avrà pensato al bene comune ed all’amor di Patria.

Queste, noi tutti sappiamo sono cose che accadono in ogni Stato mondiale e che è lecito il ripensamento decidendo di mettersi in gioco per il proprio Paese.

Gli incontri che sono avvenuti a livello istituzionale presso la Camera di Commercio maltese ed in altri ambiti, pur cercando di rimanere all’ombra dei gossip giornalistici, hanno dimostrato un cambio di passo nell’amministrazione maltese pur mantenendo una chiara continuità con le scelte finora portate avanti dal precedente Governo Muscat.

La notizia ha creato piacere nelle camere parlamentari europee e soprattutto in quella britannica che segue da tempo l’evoluzione di una sua ex colonia, avendo piacere che la libertà e la democrazia, stiano portando Malta a primeggiare in Europa.

Speriamo solo che il Premier Robert Abela, inizi anche a dare una bella ripulita all’arcipelago dai tanti faccendieri e millantatori che ne minano l’economia mettendosi soldi in tasca all’estero e piangendo povertà a Malta non dando certamente lustro allo Stato, e che soprattutto, abbassi il costo degli affitti per rendere la vita più facile anche agli operai che sono la spina dorsale dell’economia maltese, consentendo inoltre l’aumento dei salari che sono i più bassi d’Europa e rasentano la povertà per chi vive in questa meravigliosa isola: Malta.

ADT – Rome 12 January 2020
Malta Primo Ministro Robert Abela - World News

Qatar 2022 return to slavery

Qatar 2022 return to slavery - Welcome Qatar - welcomeqatar - World News Qatar 2022 or should we say Welcome Qatar, but not in prehistory, but in a modern era that should take us to a civilized country of the 21st century for the next World Cup announced with such clamor by FIFA Qatar 2022 ritorno alla schiavitù - Welcome Qatar

Qatar 2022 return to slavery or is it better to emphasize that the Emir of Qatar is working to give light to the beauty of his kingdom, always in problematic relations with the state of Israel but especially with the United Arab Emirates and gloat listening to a chorus of “Welcome Qatar” ?

Has the Qatarian kingdom receiving a good polish given its Emir the possibility to bring fresh money into its coffers?

Did the Emir take advantage of the opportunity presented to him with the World Cup Qatar 2022?

But Qatar 2022 has a lot of dust under the carpet, and it is dust, unfortunately, obtained with the enslavement of the workers of Nepal and Bangladesh.

This information cannot be denied even if the major newspapers of some European countries are trying to pass the news on quiet, contrary to what Amnesty International denounces with overwhelming evidence the abuses perpetrated on the skin of workers used to the limit of slavery and engaged in the construction of sports facilities.

Qatar 2022 was born in the shadow of news that should upset civil society, but especially FIFA, which is its promoter, where the Qatari kingdom arrives to accept abuses against those who need to work, allowing them to engage with “recruiters” in the payment of sums ranging from 500 to 4300 dollars and putting the workers in a position to not know how to pay off their debt and finally be able to say welcome Qatar.

Both the Nepalese government and the government of Bangladesh, admitted that there were many deaths for Qatar 2022, later there was a television documentary according to which the dead workers were around 1400 and they were all human beings helping to build the football stadiums for the Qatar 2022 World Cup.

This news should outrage and shudder all those who say they belong to a civil and democratic society, open to multi-culturalism and respect for life in general, but you have to realize that millions of dollars are being made and economic interests are higher than the value that is attributed, by the kingdom of Qatar, to human life and especially to its respect and I don’t think that Indian, Bangladeshi and Nepalese workers can ever say Welcome Qatar or Qatar 2022 slavery.

The question that arises spontaneously is: “but FIFA, after having had the evidence of what perpetrated on the lives of other human beings, how does it accept the continuation of the event in Qatar?”

And those who sit and fight for human rights at the ONU, FAO and many non-governmental organizations for the protection of human life, how come they remain silent?

The conscience of every human being belonging to civil society should feel mortified and not accept such a massacre and, on the contrary, shout out loud the end of this barbarity for the joy of seeing a balloon roll or force the organization of Qatar 2022 and its leaders to be more vigilant and oblige the Qatari leaders to respect human life and safeguard human life avoiding the so-called white deaths and quickly liquidate those who have demanded the leap from the workers.

Many people thought that slavery was just a bad episode and horrible path of human beings towards other human beings, but in the 21st century, discovering that this abomination still exists should create discomfort in each of us or not make us say welcome Qatar.

Amnesty International has proved the overwhelming power of the “recruiters” with the complete alienation of employment contracts, making human beings live in dilapidated shacks stacked as in a camp worthy of the Second World War, poorly paid and often never paid wages for the return of the commitment made by the worker and the seizure of the passports of the same workers are abuses to which we should put an end, putting an end to the World Cup Qatar 2022 and assigning the event to another country certainly more democratic, liberal and civil.

It’s horrible in 2020 to have to bring up a past that is now far away and that many people would like to forget, that has brought incredible suffering to the people of Israel, but of course, the treatment that was given to the workers of Nepal and Bangladesh is no different and only the atrocities that were perpetrated in the past are missing and we think that perhaps the Emir of Qatar could put an end to this havoc so that his kingdom is not remembered as we all remember Germany in 1940-1945.

We have also found job advertisements for workers from India in an independent and non-governmental newspaper, as many may think, welcomeqatar, and we wonder why an information magazine that should be independent does not report the news and, on the contrary, sponsors the event and inserts research ads for Indian workers?

We think that everyone has the right democratically and freely to think as he wants, we just think that it should dissuade those who need work for the event Qatar 2022 and avoid them to end up in slavery.

ADT – London 9 January 2020

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Qatar 2022 ritorno alla schiavitù - welcomeqatar - World News

Libia ad una pace lontana

Libia ad una pace lontana dove a seguito dell’incontro avvenuto in Italia con il Primo Ministro Conte che poteva dare l’apparenza di una svolta di pace, a poche ore di distanza il generale Khalifa Belqasim Haftar proclamatosi autonomamente presidente della Cirenaica, ha respinto con forza la proposta per un cessate il fuoco portata avanti anche da Russia e Turchia congiuntamente.

Libia ad una pace lontana

Libia ad una pace lontana, una frase che non avremmo voluto sentire in quanto stà infiammando il medio oriente forse in modo peggiore di quanto abbiamo avuto modo di osservare in Siria, un Paese portato alla distruzione economico finanziaria e soprattutto colma delle barbarie perpetrate sulla vita di coloro che ancora ci vivono.

L’ONU precedentemente, con la firma della maggior parte dei Paesi che ne fanno parte, aveva accettato e votato la nomina del presidente Al Sarraj per condurre fuori dall’abisso in cui l’aveva trascinata la Francia con l’appoggio di altri Stati europei il proprio Paese, consentendogli di dare alla Libia un governo transitorio.

Ma la brama di potere che come sempre ha portato nuovamente la Libia ad una pace lontana tentando l’essere umano, ha fatto in modo che un generale comandante delle truppe dell’ex Colonnello Mu’ammar Gheddafi potesse prendere il controllo dei un’area maggioritaria del territorio libico.

Non dimentichiamo che nel 1987 durante la guerra contro il Ciad, il generale Kalif Haftar cadde prigioniero ed avendo riunito un piccolo esercito di 2000 prigionieri libici con l’aiuto degli americani in cambio del rovesciamento del regime libico, riuscì nell’impresa guadagnandosi addirittura la cittadinanza U.S.A. sicuramente con l’appoggio della C.I.A. e dell’allora presidente statunitense, ma questo è tutto da provare.

Rimane il fatto che la Francia aprì un conflitto in piena regola con la Libia, trascinò gli altri Paesi europei nel conflitto per motivi legati ad accordi sul petrolio, soprattutto a discapito dell’Italia che aveva iniziato a godere di prezzi di gran lunga inferiori sul greggio e che con un’abile manovra politica di amicizia con il suo Premier, aveva ottenuto trattamenti di favore ed accordi di cooperazione bilaterali interessanti.

La Russia e la Turchia, interessate non tanto dal territorio desertico libico, non tanto dalla povertà nella quale già da tanto tempo è piombato il popolo libico, si sono fatte avanti con un’interessante proposta di pacificazione, interessate soprattutto alla stabilizzazione della regione per evitare l’allargamento di un ulteriore escalation verso la Siria che è al confine con la Turchia.

Purtroppo la Libia è ad una pace lontana si emargina ulteriormente con il rifiutato perpetrato da un’esercito di mercenari messo insieme dal generale della Cirenaica che martoriando e conquistando giorno dopo giorno la strada verso Tripoli trucida barbaramente l’esercito regolare e soprattutto colpisce civili innocenti che vivono in quel perimetro.

Inutile è stato lo sforzo operata dal ministro degli Esteri italiano che con la sua scarsa esperienza non è riuscito ad operare una moral suation tale da indurre le parti in conflitto a ragionare intorno ad un tavolo portando la Libia ad una pace lontana, consentendo l’incremento migratorio clandestino verso gli italici confini tutto a dimostrazione di un’Europa frastagliata e divisa ancora su molti punti importanti.

ADT – Rome 10 January 2020

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Aereo ucraino abbattuto in Iran

Aereo ucraino abbattuto in Iran poco dopo l’apertura delle ostilità iniziate con la morte del generale iraniano Soleimani a causa di un missile partito da un drone americano si teme un’escalation globale dettata dai fondamentalisti islamici che potrebbero continuare a soffiare venti di guerra.

Aereo ucraino abbattuto in Iran

Aereo ucraino abbattuto in Iran proprio nel corso della rappresaglia iraniana contro agli U.S.A. con il lancio di missili nelle nottate seguenti il sanguinoso eccidio, hanno rischiato di scatenare un incidente su più larga scala, in quanto proprio nelle stesse ore un aereo dell’Ukraine International Airlines partito dall’aeroporto di Teheran precipitava causando la morte di 176 persone.

Inizialmente il governo di Teheran lasciava intendere che il problema fosse stato causato dall’esplosione di un motore che poteva aver coinvolto la struttura dell’aeromobile.

Dopo qualche giorno, dato che nell’incidente erano state colpite altre nazioni estranee ai problemi insorti con gli U.S.A., l’intelligence canadese acquisiva numerose prove che l’abbattimento fosse stato causato erroneamente da un missile fuori controllo e la stessa conferma arrivava dal premier britannico Boris Johnson.

Sicuramente non c’era intenzionalità nell’abbattimento di un velivolo civile partito tra l’altro proprio dalla capitale iraniana, ma resta il fatto che molte vittime ci sono state e senza ombra di dubbio peseranno sulle coscienze degli appartenenti al governo in carica a Teheran.

Il Canada, la Svezia e l’Ucraina, sono stati invitati, perché con connazionali coinvolti, dall’aviazione civile iraniana a presiedere alle ricerche tecniche per appurare che l’aereo ucraino abbattuto in Iran  potesse essere stato coinvolto in un incidente strutturale e non a quanto stava accadendo militarmente e che l’aeromobile durante la sua manovra di decollo, avesse addirittura tentato il ritorno presso l’aeroporto senza successo, proprio a causa di un problema tecnico.

C’e’ da dire che è difficile prendere per buone le informazioni di intelligence americane che sostengono anche loro che l’abbattimento, seppur involontario, sia avvenuto per cause scatenate dalla rappresaglia iraniana.

I cieli iraniani, per le aviazioni civili degli Stati internazionali sono al momento off limits perché il governo di Teheran si è rifiutato di consegnare alla Boeing le due scatole nere recuperate tra i rottami e questo è già un primo velo che viene messo su una presunta strage per coprire probabilmente il fatto che l’aereo ucraino abbattuto in Iran sia stato coinvolto in un incidente militare e che non sia caduto per danni alla struttura causati da un’avaria.

Tutto è ancora avvolto nel mistero, e come tante altre tragedie rimaste segrete al pubblico, nulla potrà trapelare se non verranno consegnate le scatole nere che potrebbero provare l’estraneità dell’incidente con l’attacco missilistico che era in corso in quelle ore.

L’ambasciata di Kiev a Teheran, a caldo aveva parlato di un incendio di entità importante ad un motore per poi ritrattare tutto poche ore dopo e rimandare le conclusioni ad indagini più meticolose per appurare le cause che possano aver dato luogo alla tragedia che si è consumata nei cieli iraniani con l’aereo ucraino abbattuto in Iran.

Un qualcosa di simile accadde con l’incidente che avvenne ad Ustica (IT), laddove un DC9 dell’ Itavia precipitò portando con sé nel mortale impatto tutto il suo carico umano che dopo più di 20 anni si scontra ancora con un muro di gomma e la verità ancora oggi rimane offuscata e piena di interrogativi.

ADT – Rome 10 January 2020

Aereo ucraino abbattuto in Iran - World News

Qatar 2022 ritorno alla schiavitù

Qatar 2022 ritorno alla schiavitù - Welcome Qatar - welcomeqatar - World NewsQatar 2022 o dovremmo dire Welcome Qatar, ma non nella preistoria, ma in un’era moderna che dovrebbe portarci in un Paese civile del 21° secolo per i prossimi mondiali di calcio annunciati con tanto clamore dalla FIFA   Qatar 2022 return to slavery - Welcome Qatar

Qatar 2022 ritorno alla schiavitù o è meglio mettere in risalto che l’Emiro qatariano si stia adoperando per dar luce alle bellezze del proprio regno, da sempre in rapporti problematici con lo stato di Israele ma soprattutto con gli Emirati Arabi Uniti e gongolarsi ascoltando un coro di “Welcome Qatar” ?

Il regno qatariano ricevendo una bella lucidata ha dato forse al suo Emiro la possibilità di portare denaro fresco nelle proprie casse ?

L’Emiro ha approfittato dell’ occasione che gli si è presentata con i mondiali di calcio Qatar 2022 ?

Ma di polvere sotto il tappeto Qatar 2022 ne ha molta ancora prima di cominciare, ed è polvere purtroppo, ottenuta con la messa in schiavitù dei lavoratori del Nepal e del Bangladesh.

Queste informazioni non possono essere smentite anche se i maggiori quotidiani di alcuni Stati europei stanno cercando di far passare la notizia in sordina, contrariamente a quanto denunciato da Amnesty International che evince con prove schiaccianti gli abusi perpetrati sulla pelle degli operai utilizzati al limite della schiavitù ed impegnati nella costruzione degli impianti sportivi.

Qatar 2022 nasce all’ombra di notizie che dovrebbero sconvolgere la società civile, ma soprattutto la FIFA che ne è promotrice, dove il regno qatariano arriva ad accettare soprusi verso chi ha bisogno di lavorare, consentendogli di impegnarsi con “reclutatori” nel pagamento di somme che vanno dai 500 ai 4300 dollari e mettendo gli operai in condizione di non sapere come estinguere il proprio debito e poter dire finalmente welcome Qatar.

Sia il governo nepalese che il governo del Bangladesh, hanno ammesso che ci sono state molte morti per Qatar 2022, in seguito c’è stato un documentario televisivo secondo cui i lavoratori deceduti si aggirano intorno alle 1400 unità ed erano tutti esseri umani che contribuivano a costruire gli stadi di calcio per la Coppa del Mondo Qatar 2022.

Queste notizie dovrebbero indignare e far rabbrividire tutti coloro si dicono appartenere ad una società civile e democratica, aperta al multi culturalismo ed al rispetto della vita in generale ma bisogna rendersi conto che di dollari ne stanno girando a milioni e gli interessi economici sono superiori al valore che viene attribuito, dal regno del Qatar, alla vita umana e soprattutto al suo rispetto e non penso che i lavoratori indiani, del Bangladesh e nepalesi possano mai dire Welcome Qatar o Qatar 2022 schiavitù.

La domanda che sorge spontanea è: “ma la FIFA, dopo aver avuto le prove di quanto perpetrato sulla vita di altri esseri umani, come fa ad accettare il proseguo dell’evento in Qatar ?”

E coloro che siedono e si battono per i diritti umani all’ONU, alla FAO ed in tante Organizzazioni non Governative per la salvaguardia della vita umana, come mai rimangono in silenzio ?

La coscienza di ogni essere umano appartenente alla società civile dovrebbe sentirsi mortificata e non accettare uno scempio del genere ed anzi, gridare a gran voce la fine di questa barbaria per la gioia di veder rotolare un pallone o obbligare l’organizzazione di Qatar 2022 ed i suoi responsabili a vigilare maggiormente ed obbligare i vertici qatariani al rispetto della vita umana ed alla salvaguardia della vita umana evitando le cosiddette morti bianche e liquidare velocemente coloro che hanno preteso il balzello dai lavoratori.

In molti pensavamo che la schiavitù fosse solo un brutto episodio ed orrido cammino degli esseri umani verso altri esseri umani, ma nel 21° secolo, scoprire che ancora esiste quest’abominio dovrebbe creare disagio in ognuno di noi o non farci dire welcome Qatar.

Amnesty International ha provato lo strapotere dei “reclutatori” con la completa alienazione dei contratti di lavoro, il far vivere esseri umani in baracche fatiscenti accatastati come in un lager degno della seconda guerra mondiale, i salari mal pagati e spesso mai pagati per la restituzione dell’impegno preso da parte del lavoratore ed il sequestro dei passaporti dei medesimi lavoratori sono soprusi ai quali bisognerebbe mettere la parola fine, mettendo la parola fine anche ai mondiali Qatar 2022 ed assegnando l’evento ad un altro Paese sicuramente più democratico, liberale e civile.

E’ orribile nel 2020 dover rivangare un passato oramai lontano e che in molti vorrebbero dimenticare, che ha portato sofferenze incredibili nel popolo di Israele, ma certo, il trattamento che è stato riservato ai lavoratori nepalesi e del Bangladesh non è diverso e mancano solo le atrocità che furono perpetrate nel passato e pensiamo che forse l’emiro del Qatar potrebbe mettere la parola fine a questo scempio per non far ricordare il suo regno al pari di come noi tutti ricordiamo la Germania del 1940-1945.

Noi abbiamo trovato annunci di lavoro anche per operai provenienti dall’India su un giornale indipendente e non governativo, come tanti possono pensare,welcomeqatar , e ci domandiamo come mai una rivista di informazione che dovrebbe essere indipendente non riporta la notizia ed anzi, contrariamente sponsorizza l’evento ed inserisce annunci di ricerca per lavoratori indiani?

Pensiamo che ognuno ha il diritto democraticamente e liberamente di pensarla come vuole, pensiamo solo che dovrebbe dissuadere chi ha bisogno di lavoro per l’evento Qatar 2022 ed evitargli di finire in schiavitù.

ADT – London 9 January 2020

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