Spread a 322

Spread a 322 punti e l’asta dei Btp Italia che fanno un flop a causa della risposta del Governo italiano all’Unione Europea

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Gli italiani continuano a credere nella bontà della loro manovra economico finanziaria, non pensando che i più grandi osservatori economici, l’Unione Europea e ventisette Stati membri pensano che debba essere cambiata in quanto non proficua agli interessi dell’Italia e dell’intera Europa.

Si sente dire dal Governo che l’U.E. non comprende la manovra finanziaria, che non la legge perché scritta da un Governo Euro-scettico e cerca di convincere il popolo italiano di quanto afferma, ma non riuscendo a vedere oltre le proprie promesse elettorali, il famoso “libro dei sogni” da tanti preannunciato che porterà solo un peggiorare della situazione economica anche a causa della messa in discussione di opere infrastrutturali per l’Italia, richieste e compartecipate in quota percentuale, anche dall’Unione Europea e dalla Francia che ne viene coinvolta.

Tutte le borse hanno avuto una flessione negativa e lo spread italiano ha avuto un’improvvisa impennata portando il rendimento dei titoli decennali al 3,59% causando una forte sfiducia da parte dei mercati internazionali.

L’aumentare dello spread a 322 è un triste presagio per l’Italia intera e per gli italiani che forse iniziano a comprendere il vero problema e che il “libro dei sogni”, tale dovrebbe rimanere fino a che il debito pubblico non si dimezzi e dovrebbe essere presentata una manovra più credibile e fatta di veri investimenti nell’interesse del Bel Paese.

L’aumentare dello spread a 322 è causato dall’esecutivo condotto dal primo ministro italiano Conte che continua a dire all’Unione Europea di non essere intenzionato a cambiare il contenuto della manovra italiana e ciò inizierà l’iter dell’Eurogruppo per una procedura d’infrazione contro uno dei Paesi fondatori.

Ma, in effetti, lo spread a 322 che continua a salire su cosa influisce ?

Il continuo altalenare dello spread oltre quota 300, sta erodendo i capitali delle banche e ciò potrebbe causare anche un probabile default per gli istituti più piccoli alla lunga scadenza, perché non riuscirebbero a ricapitalizzare.

Anche le più grandi ed importanti banche italiani iniziano a risentire dell’effetto dello spread a 322 ed infatti per chi chiede un mutuo, un prestito, una fideiussione o qualsiasi altra operazione che coinvolga il commercio di denaro, i tassi d’interesse e le stesse spese bancarie hanno iniziato ad alzarsi a piccole dosi percentuali.

Con uno spread a 322 in rialzo, si rischia una ricapitalizzazione forzata anche da parte del Governo italiano che per quanto neghi una patrimoniale (mettere le mani sui risparmi degli italiani), potrebbe esserne costretto per evitare il default dell’Italia che non riuscirebbe a pagare i titoli decennali in scadenza.

In questo clima di incertezze e di preoccupazione, molti italiani, criticati ingiustamente dal loro Governo, stanno pensando al loro interesse, al loro futuro ed a soluzioni alternative e piuttosto che continuare a vedere volatilizzati anche piccoli investimenti in BTP, iniziano a disinvestire e spostano i loro capitali in Paesi più sicuri fuori dall’Italia aprendo conti correnti bancari offshore extra-U.E. ed onshore ma in altri Paesi europei.

Lo spread a 322 è oggetto di preoccupazione anche per il ministro dell’Economia italiana Giovanni Tria, che coscientemente afferma che il problema bancario si sentirà sulle banche più deboli per quanto il sistema bancario italiano sia solido, ma afferma anche di non potersi sbilanciare per non influire negativamente sui mercati.

Ma è solo un problema dei mercati o dei due partiti che operano nel Governo italiano ?

Alcuni consulenti finanziari della SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD, professionisti italiani che operano proprio sui mercati esteri dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti d’America, sono convinti che se la manovra non subirà una più che giustificata inversione di rotta, anche lasciandola al 2,4% di deficit ma cambiando radicalmente ciò che a tutti sembra spesa corrente e non investimento strutturale per un Paese che meriterebbe molto per ciò che tanti imprenditori hanno fatto fino ad oggi con l’export e ciò che tanti italiani hanno subito con grandi sacrifici per recuperare il debito pubblico, l’Italia proseguirà la sua corsa verso il baratro al pari della Grecia e del Portogallo proprio a causa di uno spread che diverrà insostenibile per l’Italia.

La domanda dei Btp italiani è molto debole e pesa anche sugli altri titoli obbligazionari italiani, in attesa che la Commissione Europea prenda una decisione sull’apertura della procedura d’infrazione per debito eccessivo, pesando ovviamente su uno spread già fluttuante al rialzo.

E’ da considerare anche che non giova all’Italia per il suo export che fino ad oggi ha trainato l’economia ed ha consentito un PIL più che dignitoso, la guerra commerciale aperta dagli Stati Uniti d’America verso la Cina ed i dazi imposti anche ai Paesi dell’Eurogruppo che appoggiano il parere contrario alla manovra italiana emesso dalla Commissione Europea.

Spread a 322 - Back Finanza

Spread a 400 per Italia

Spread a 400 per l’Italia, ecco qual’è il rischio per un Paese messo sotto stress dai mercati finanziari a causa del vociferare continuo su una manovra economica pericolosa che il Governo vorrebbe mettere in atto giocando contro il pareggio di bilancio garantito nel passato dai precedenti governi

Spread - spread a 400

Giorno dopo giorno, contro tutti i consigli elargiti dall’Europa che, non ha alcun interesse nell’eventuale caduta dell’Italia con un debito pubblico spaventoso di circa 2300 miliardi di euro, consigli dettati dall’evitare il trascinamento nel baratro di altri Stati membri, si sta consumando una deriva finanziaria allarmante che sta bruciando decine di miliardi.

L’impasse del Governo italiano sul “reddito di cittadinanza”, dove non può essere considerato un vero investimento ma bensì un modo lodevole per cercare di dare una speranza a milioni di cittadini italiani caduti in povertà a causa della chiusura di tantissime aziende, ha portato il Ministro delle Finanze Tria a dover scegliere se scontrarsi con i mercati e l’Unione Europea o guardare alla povertà di una parte del suo popolo cercando di dargli una possibilità di sostentamento.

Ciò che sta scatenando i mercati finanziari con relativo innalzamento dello spread, è il rischio di instabilità dell’Italia qualora venisse effettuata una manovra con un deficit al 2,4% se non superiore, che determinerebbe un’immediato innalzamento per l’Italia dello spread a 400, caratterizzando la crisi finanziaria grave, la chiusura di molte banche che non riuscirebbero a ricapitalizzare il proprio patrimonio, la chiusura di tantissime aziende con relativo impoverimento di tantissimi italiani e la venuta immediata della Troika per cercare di salvare il salvabile.

La speranza dei più importanti manager e delle banche stesse, è che il Governo decida di essere più costruttivo ed attento, decidendo di modificare il D.E.F. (Documento di Economia e Finanza) arrivando ad un compromesso accettabile che vada dallo 1,8%  fino ad un massimo del 2%, cercando di effettuare manovre veramente di investimento e non di promesse elettorali che potrebbero essere solo rimandate di qualche anno, riuscendo a portare il pareggio di bilancio a zero per poi pensare sia al “reddito di cittadinanza”, sia alla “pensione di cittadinanza” che ad una sorta di “flat tax”, non mettendo a rischio default il Bel Paese ed evitando un spread fuori controllo.

Il rischio di uno spread a 400 sarebbe la soglia critica oltre il quale le banche, che sono state fino ad ora i maggiori acquirenti dei titoli di Stato italiani, si troverebbero con indici patrimoniali sotto i livelli che la B.C.E. ha imposto già da tempo e dovrebbero obbligatoriamente ricapitalizzare il proprio capitale.

Già l’altalenare delle borse ed il sali scendi dello spread sta mettendo a rischio molti Istituti bancari che hanno iniziato ad intaccare il proprio patrimonio, non dimenticando che verso la fine di ottobre si avranno i responsi sull’eventuale declassamento dell’Italia che, tutti gli operatori finanziari, si augurano non avvenga in quanto condurrebbe a vendite massicce di Btp Italiani soprattutto da parte di fondi americani ed al non più possibile intervento della B.C.E. che per regolamento non potrebbe più acquistare i titoli in quanto declassati a titoli spazzatura.

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