ITALIA – Legge di Stabilità 2016

ITALIA – Legge di Stabilità 2016, Offshore e Paradisi Fiscali, con un comma in essa contenuto risolve con un colpo di spugna la fiscalità off-limits, dando la possibilità ai professionisti e manager italiani, di poter tranquillamente intrattenere rapporti commerciali con qualsiasi società offshore e scaricarsi spese e pagamenti effettuati dalla dichiarazione dei redditi.

ITALIA - Legge di Stabilità 2016

Un comma passato in sordina consente di far finire in soffitta il decreto ministeriale italiano del 23 gennaio 2002 dal periodo d’imposta 2016, laddove non sarà più necessario indicare separatamente in dichiarazione dei redditi, i costi considerati fino all’anno 2015 in “Black List”, rendendoli deducibili dall’imponibile con l’intento di mettere un freno all’evasione ed alle fughe di capitali in costante aumento a causa di una fiscalità eccessivamente aggressiva.

L’eliminazione della “black list” è stata considerata ed attuata con la Legge di Stabilità 2016 a causa dell’imbarazzo dell’allora Primo Ministro Matteo Renzi durante una visita in Oman, Paese forte investitore mondiale al pari degli Emirati Arabi Uniti, i quali risultavano elencati tra i Paradisi Fiscali e le loro aziende erano considerate Offshore.

La legge di Stabilità 2016 ha stabilito un primato storico per la finanza e l’economia italiana, con l’intento di consentire il libero scambio commerciale mondiale alle imprese italiane, permettendogli di avvicinarsi con maggiore aggressività ai grandi business che già in altri Paesi democratici, sono da sempre consueti sulle grandi piazze, quegli scambi a fiscalità agevolata da sempre fiscalmente ostacolati con Hong Kong, Singapore, gli Emirati Arabi stessi ed altre nazioni.

Quest’innovativa disposizione si può trovare nella circolare 39/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate Italiana, che ha differenza dei vincoli di legge precedentemente attuati nell’anno 2015 si adegua ai nuovi mercati mondiali, cercando di consentire alle sue imprese una maggiore competitività.

Il contrasto alle imprese offshore ed ai Paradisi Fiscali, combattuto dall’Italia per anni, demonizzando e cercando di inculcare nei suoi cittadini la paura di evasione ed elusione per coloro che registravano società e cercavano di operare sui mercati mondiali anche con banche straniere, ha subito un’improvvisa battuta d’arresto, proprio nel momento più delicato per la finanza internazionale dovuta ufficialmente ad un filone d’inchiesta giornalistica.

La cosa strana, è la rapida ascesa della norma italiana con la Legge di Stabilità 2016, subito dopo lo scandalo Panama Papers dello studio Mossack Fonseca, il Panama Paradise, il Bahamas Leaks ed altri scandali che hanno sconvolto società offshore panamensi a causa soprattutto della superficialità con la quale venivano trattati i dati riservati e delicatissimi dei loro clienti, che hanno fatto tremare banchieri, industriali, politici, nobili, finanzieri e tanti professionisti e commercialisti mondiali di cui molti riconducibili a cittadini italiani ancora sotto la lente d’ingrandimento del fisco, le cui generalità sono diventate pubbliche.

L’offshore ed i Paradisi fiscali che fino ad oggi hanno occultato capitali ed imposte al fisco delle varie nazioni coinvolte con l’ingresso a piede teso dei mass media, ha portato alla luce solo una piccola parte dei capitali nonostante per l’Italia siano precipitati nel limbo e vengano utilizzati ancora a pieno ritmo per far sparire o riciclare con facilità patrimoni di dubbia provenienza.

Non sembra un caso che negli Stati Uniti di America, per attrarre capitali freschi e cercare di concentrare enormi patrimoni, dopo che la Finanza mondiale ha bruciato Panama e le sue società di investimento, il Nevada, il Delaware ed altri Stati, abbiano facilitato le registrazioni di società offshore e garantiscano anonimato societario ed indubbie ed enormi facilitazioni fiscali.

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Bitcoin un nuovo Eldorado

Bitcoin un nuovo Eldorado, una parola spesso sentita ma non tanto ascoltata dalla gente comune, in quanto solitamente, ciò che non si può toccare è difficile da poter valutare o prendere in considerazione e soprattutto, le considerazioni fumose che hanno attorniato la cripto moneta hanno portato tanti a diffidarne

Bitcoin - cripto valuta - Litecoin - Ethereum

Bitcoin un profilato Eldorado scintillante, è una moneta elettronica utilizzata per il libero scambio di beni e per speculazioni finanziarie ma le preoccupazioni, più avanti, potremo analizzarle con maggiore attenzione.

Proprio perché dietro il Bitcoin non esiste una banca centrale che ne regoli le movimentazioni ed il peso valutario in base all’oro, spesso viene osservata con sospetto e le motivazioni sono più che giustificate.

Il Bitcoin viene generato con calcoli complessi da computer con schede grafiche avanzatissime e velocissime, in grado di generare milioni di operazioni al secondo ed assorbendo energia elettrica dal costo superiore ai valori ricercati.

Mentre un tempo gli Stati stampavano e coniavano moneta sulla base dell’oro posseduto e garantendone il valore, oggi le cose sono molto più complesse e meno chiare, in quanto si stà concretizzando l’idea che la moneta venga creata e usata per tenere al guinzaglio gli Stati ed i relativi Governi.

A seguito di quest’ultima considerazione, e con l’avvento del mondo virtuale che ha coinvolto tutti, la situazione in questi ultimi anni è cambiata dando alla luce di quelle che vengono definite criptovalute, cioè forme di denaro usate per consentire transazioni di ogni tipo.

La nascita del Bitcoin è avvenuta nel 2009, grazie all’idea di Satoshi Nakamoto che mise in pratica le regole elementari dell’economia: “la legge della domanda e dell’offerta”

Il Bitcoin, in quanto cripto valuta, viene scambiato grazie ad un database distribuito tra i nodi della rete, mentre sfruttando la crittografia ne avviene la generazione, quindi già da qui possiamo comprendere che il Bitcoin non è altro che il risultato di operazioni complesse generate da software (in questo caso open source).

Le transazioni vengono identificate da un ID sequenziale che viene affiancato da un protocollo di conferma laddove ogni singola operazione viene inserita in un’insieme di dati detto blocco, le transazioni a questo punto restano sospese finché non vengono confermate confrontandole con il database che contiene tutte le transazioni e determinandone la validità e la spendibilità.

Questo archivio di informazioni, garantirà il possesso di Bitcoin spendibili e viene chiamato Blockchain che oltre che essere pubblicamente condiviso è protetto da un sistema crittografico.

E’ ovvio che per poter quantificare i Bitcoin posseduti, bisognava in qualche modo raccogliere la cripto valuta in un contenitore, un portafoglio chiamato wallet, le cui funzioni fondamentali sono al pari di un portafoglio reale, consentendoci di conoscere la quantità di denaro virtuale posseduto.

Dopo aver dato delucidazione su cos’è una cripto valuta, ed in questo caso il Bitcoin, iniziamo con il vedere come dal mondo virtuale siamo arrivati ad una moneta reale.

Con l’esordio della moneta digitale criptata Bitcoin su un mercato come quello dei futures di Chicago, il fatto che sia avvenuta la quotazione della moneta digitale e si sia attestata nel mondo della finanza, deve farci riflettere e la prudenza deve consigliare gli operatori che vogliano diversificare il proprio portafoglio utilizzando i Bitcoin, perché oggi l’unico movente rilevante della sua domanda è quello speculativo.

Spesso c’e’ chi associa il valore del Bitcoin all’oro, ma esiste una sostanziale differenza in quanto mentre il metallo prezioso ha un valore diretto che ne fissa il limite inferiore al suo prezzo, il Bitcoin ha un valore intrinseco negativo perché qualora il suo valore crollasse a zero il produrlo sarebbe molto costoso e quindi a parità di condizioni la cripto moneta è più rischiosa dell’oro.

Altra situazione è il paragonarlo alla moneta di Stato ma, mentre quest’ultima ha una funzione di affidabilità e sicurezza dettata dall’esistenza dello Stato stesso, il Bitcoin, per quanto lo si cerchi di equiparare al libero scambio valutario, non offre le stesse garanzie perché non accettato ovunque per l’acquisto regolare di merci, proprietà ed altri beni che comunemente possono venire acquistati con la valuta tradizionale.

L’unico motivo per cui conviene investire in Bitcoin, è la speranza di un guadagno derivato dalla differenza tra il costo di acquisto e quello di vendita, definendone un movente speculativo legittimo dovuto ad un’eventuale bolla.

Inutile dire che esistono molte altre cripto monete quali Ethereum di IBM, i Litecoin ed altre ma che per poter essere scambiate, al momento, vengono valutate in base alla cripto moneta di riferimento che rimane il Bitcoin ma che non rappresenta l’Eldorado della nuova finanza come molti vogliono farci credere.

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Conti Correnti a rischio

Conti Correnti bancari a rischio ?
Il Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD) prevede il congelamento dei conti correnti e limitazioni sui prelievi nel caso che un Istituto di Credito (Banca) vada in crisi

CONTI CORRENTI - BCE - BRRD - BAIL IN

Il Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD) è una delle ultime trovate su cui Bruxelles sta alacremente lavorando per congelare i conti correnti con i risparmi dei cittadini europei e solo ora si comprendono meglio alcune delle motivazioni per cui il Regno Unito, per quanto non avesse mai adottato la moneta europea, ha deciso a malincuore di uscire dall’Unione Europea.

La novità è, secondo un documento della B.C.E. (Banca Centrale Europea), che se una banca dovesse essere sull’orlo del fallimento o in serie difficoltà, il Bail In che fino ad ora ha per lo meno tutelato i piccoli risparmiatori che non raggiungevano i 100.000 Euro e non erano né obbligazionisti, né tanto meno azionisti, potrebbe essere superato avendo toni meno apocalittici del “congelamento dei conti correnti”.

Tale congelamento dei fondi di TUTTI i correntisti, avverrebbe in un periodo non superiore ai cinque giorni lavorativi limitando i prelievi agli sportelli dell’Istituto Bancario, ed impedendo quindi, la corsa dei correntisti al ritiro di quanto versato fino a quel momento.

L’ipotesi del meccanismo di garanzia, è spinto dalla Germania, tanto è vero che il consigliere esecutivo della Banca Centrale Europea (B.C.E.), la signora Sabine Lautenschlaegr, nel promuovere questa procedura, affermava di essere stupita di quante persone ne fossero così spaventate.

La Banca Centrale Europea (B.C.E.), su richiesta del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo, ha espresso la propria opinione sulla revisione di varie normative riguardanti le crisi bancarie europee documentandolo (leggi documento ufficiale), come si può leggere al punto 5 e proponendo la modifica della Direttiva sulle risoluzioni bancarie (BRRD).

Gli  analisti della SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD, temono che presto l’Unione Europea possa approvare tale proposta e mettere nel mirino i conti correnti dei cittadini europei, per congelarli in aiuto degli Istituti Bancari ed hanno elaborato una soluzione conveniente, sia per il privato cittadino europeo che per l’azienda.

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Finanza strutturata e fondi di investimento

Finanza strutturata e fondi di investimento, un mistero per molti e completamente legale per gli Stati ma di cui, se non si è esperti conoscitori della materia, bisogna prestare massima attenzione per non incorrere in perdite finanziarie sostanziose, non lasciandosi incantare da facili e veloci guadagni

Fondi di Investimento - Finanza Strutturata - S.P.V. - Special Purpose VehicleEsistono vari modi per fare finanza strutturata, laddove i fondi di investimento, le cartolarizzazioni , gli investimenti diretti verso i trend borsistici ed altre metodologie possono portare a sostanziosi guadagni ma anche a disastrose perdite finanziarie.

La SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD è una società specializzata, grazie alla collaborazione di esperti consulenti, nella realizzazione di investimenti che, contrariamente a ciò che vi direbbero altri ritenuti da noi opachi, non danno la certezza di facili guadagni ma nel lungo termine possono determinare sicuramente quello che per le società viene definito rischio d’impresa.

Il fondo di investimento è uno strumento che consente ad un gruppo di investitori non collegati tra loro, di effettuare investimenti insieme e quindi, di dividere eventuali perdite o eventuali guadagni investendo in fondi strutturati o gestiti che dipendono solitamente dagli investitori del fondo.

Si è sentito spesso parlare di finanza strutturata e di società veicolo o S.P.V. (Special Purpose Vehicle) non comprendendo cosa fossero e come operassero effettivamente.

Le S.P.V., sono un soggetto diverso da una banca, utilizzate per veicolare attività finanziarie cedute da terzi con lo scopo di una o più cartolarizzazioni, rendendosi garanti dell’isolamento delle obbligazioni da quelle del cedente, potendo concedere finanziamenti nei confronti di soggetti diversi dalle persone fisiche purché si determinino delle condizioni di accertamento finanziario quali:

  1. I titoli emessi siano destinati ad investitori qualificati e regolarmente accreditati

  2. Chi usufruisce dei finanziamenti sia stato individuato da una banca o da un intermediario iscritto all’albo

    (ATTENZIONE – Prendete sempre informazioni sulla persona fisica che verrà designata dalla società veicolo per effettuare i vostri investimenti – DEVE ESSERE OBBLIGATORIAMENTE ISCRITTA AD UN ALBO OPPURE AL REGISTRO DEGLI AGENTI DI BORSA – e se non vi viene indicata, rinunciate immediatamente e cambiate società di intermediazione finanziaria)

Se osserverete l’immagine che abbiamo proposto, vi renderete conto di come viene utilizzata e come opera la società veicolo e vi sarà più semplice comprenderne l’operatività.

La S.P.V., riceve dagli originator e cioè, da coloro che trasferiscono le attività di cartolarizzazione, crediti uniti alle garanzie (qualora queste ultime esistano) in cambio di denaro, con l’abilitazione ad emettere titoli per finanziare l’acquisto dei crediti ceduti dall’originator in modo da poter corrispondere economicamente al cedente il corrispettivo economico ottenuto esclusa la propria provvigione precedentemente pattuita.

La S.P.V. procederà ad operare suddividendo i titoli emessi in fasce differenti di priorità di rimborso in modo che il rischio di insolvenza non sia proporzionalmente suddiviso su tutte le obbligazioni, ma eventualmente, ricada selettivamente ed esclusivamente prima sulle fasce di investimenti più bassi e poi sulle altre.

L’originator (solitamente una banca), raccoglie le rate e le gira alla S.P.V. la quale a sua volta andrà a pagare gli interessi ed il capitale a coloro che hanno sottoscritto i titoli, trattenendo per sé la provvigione concordata.

Utilizzando nella finanza strutturata la cartolarizzazione, è necessaria l’eliminazione dall’attivo del cedente dei crediti oggetto di operazione, cedendo il portafoglio alla società veicolo che funge da intermediario ma non è soggetta al rischio di fallimento e non è giuridicamente ancorata alle varie vicende economiche in cui potrà incorrere l’originator (QUINDI – ATTENZIONE)

Rimane ovvio che gli investitori rimarranno al riparo dal rischio imprenditoriale legato all’attività dell’originator rispondendo solo con i crediti che potranno andare insoluti e non con il pericolo di coinvolgimento nell’eventuale dissesto del cedente.

Capita spesso nella finanza strutturata, che le società di gestione lussemburghesi o irlandesi, siano in effetti possedute da società italiane e tali fondi siano considerati estero-vestiti e quindi non proprio sicuri

(ECCO PERCHE’ E’ IMPORTANTE CONOSCERE L’AGENTE ACCREDITATO, PERSONA FISICA CHE OPERERA’ FINANZIARIAMENTE E CHE SOPRATTUTTO SIA ACCREDITATO)

La Borsa ha fatto scintille e la cosiddetta commissione di incentivo o di performance ha permesso di generare profitti legalmente sia se il cliente ha perso a causa di fondi che scendevano, sia che il cliente abbia guadagnato con i fondi che salivano.

Bisognerà sempre ricordare, che i singoli azionisti, hanno la possibilità di uscire in base a INVESTIMENTO / TEMPO concordato e qualora il fondo vada in perdita, chi ne risponderà con i capitali investiti, saranno solo coloro che ancora ne saranno partecipi.

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Investimenti e privacy

Investimenti e privacy per la SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD sono stati sempre, fin dalla sua costituzione, l’obiettivo primario per garantire i clienti e le società d’affari escludendo tutto ciò che potesse mettere a rischio la credibilità e l’onorabilità della società e dei suoi componenti, nonché l’analisi geopolitica finanziaria atta ad offrire maggiori garanzie di sicurezza.

Investimenti

La SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD, nel momento in cui inizia ad analizzare un progetto di investimenti, è contraria a idee lacunose, e lo ha dimostrato più di qualche volta, nell’essere reticente a rilasciare documentazione fumosa ed ambigua cercando sempre di dare chiarezza e trasparenza sia alle aziende che si rivolgono ai suoi professionisti, che pensando sempre al rischio al quale verrà esposto il cliente, spesso rifiutando i mandati e non stilando documenti a firma autografa del suo director, non lasciandosi incantare da ipotetici guadagni definiti da altri… “investimenti sicuri”.

Fino al momento in cui non ha certezza sulla fattibilità e sicurezza dell’affare, della sicurezza e salvaguardia per il cliente, rilascia solo bozze d’accordo ( “DRAFT DO NOT COPY” ) non valide a nessun fine legale in quanto prive di firma autografa, riportanti solo una nuvola confusionaria di informazioni ricevute dalla società che si è rivolta a Lei per poi in seguito elaborarle con i suoi professionisti ed eventualmente redigere accordi e contratti a piena validità legale.

Questo comportamento, ci contraddistingue da molte altre società, in quanto mettiamo avanti prima il cliente e poi il business, per serietà e professionalità tipica di una company britannica.

Negli ultimi tempi, i nostri professionisti, si sono interessati a ciò che in gergo, vengono definiti “investimenti in Paradisi Fiscali”, hanno analizzato la stabilità geopolitica di alcuni Paesi con i quali abbiamo rapporti d’affari, la situazione finanziaria e la solidità delle loro banche, la trasparenza degli interlocutori e soprattutto, il motivo per cui la Svizzera prima e Panama ora, sono  finiti nell’occhio del ciclone e soprattutto della finanza mondiale, consentendo la perdita di segretezza ed inviolabilità della privacy di coloro che avevano costituito holding e fondazioni.

E’ venuto fuori un qualcosa di affascinante se visto con l’occhio di un esperto in geopolitica, in quanto ciò che il grande mondo finanziario ha intenzione di promuovere a nuovo paradiso fiscale nel blocco occidentale, sono gli Stati Uniti d’America.

Gli U.S.A., sono la grande super potenza economico-finanziaria che sia in maniera esplicita, che attraverso i propri servizi di intelligence, hanno collaborato con le intelligence di altre nazioni nei vari “Leaks” o “scandali”, attirando capitali in cerca di riparo sotto lo scudo della bandiera a stelle e strisce facendo convergere chi cercava privacy, verso la costituzione di società nello Stato del Nevada e nello Stato del Delaware.

Potrebbe sembrare una cosa strana, ma la protezione dello Zio Sam, sotto l’egida delle banche d’affari e dei potenti studi legali statunitensi, hanno incrementato il flusso di investimenti in beni mobili ed immobili ma soprattutto finanziari, proprio verso gli Stati Uniti d’America.

I più esperti economisti notarono già 10 anni fa, che l’O.C.S.E. (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), con le sue norme, stava attaccando ed attacca tutt’oggi, quei Paesi ritenuti un paradiso per i capitali e per la privacy delle identità.

In Svizzera le pressioni furono enormi da parte dell’amministrazione U.S.A. alle quali si unirono anche i Paesi europei, tanto che da “Paradiso Fiscale”, i servizi bancari e finanziari cantonesi, lentamente si resero trasparenti portando alla luce i nomi dei correntisti, dei veri azionisti ed amministratori e le somme che erano state protette nei loro forzieri, rinunciando all’opacità finanziaria in maniera graduale e spostando la loro economia sull’industria.

Oggi il tiro geopolitico finanziario, si è spostato su Panama, da sempre ambitissimo paradiso fiscale, laddove lo scandalo Panama Papers dello studio legale Mossack Fonseca, il Panama Paradise e le fughe di documenti (migliaia) operate a danno di società finanziarie panamensi, hanno portato danni ingenti all’economia di quello Stato e messo in guai seri politici, imprenditori grandi e piccoli, professionisti e società più disparate che ad oggi devono render conto del proprio operato agli organi di controllo finanziario dei propri Stati di residenza.

Gli Stati Uniti d’America, hanno avuto gioco facile con lo Stato di Panama, in quanto un Paese piccolo, senza possibilità di difesa né per sé e tanto meno per i propri clienti è stato fatto preda appetibile e succulenta dei potenti poteri finanziari statunitensi, mettendo in atto una politica del terrore e facendo riflettere su un trasferimento forzoso di prospettive verso gli Stati americani a tassazione zero.

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Panama dove nessuno và in paradiso

Panama Papers, Paradise Papers e decine di studi legali e di società finanziarie, sono solo la punta dell’iceberg che ha colpito lo Stato di Panama portando alla luce migliaia di fascicoli ritenuti più che riservati ma protetti da sistemi vecchi ed antiquati, ed utilizzando tanta superficialità, non tenendo conto che si stavano mettendo a rischio i beni ed i capitali di migliaia di persone

Panama Papers - Paradise Papers - Beni - Capitali - Società Limited a Londra

Lo scandalo Panama Papers nel 2016, mise in crisi migliaia di vip internazionalmente legati tra loro dallo studio legale Mossack Fonseca di Panama.

Il problema che è venuto alla luce, era dovuto al fatto che in molti avevano cercato di eludere beni e capitali alle tasse dei rispettivi Stati, laddove la semplice dichiarazione, avrebbe portato semplicemente ad un nulla di fatto e lo “scandalo” tale non sarebbe potuto esser definito.

Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione, in quanto è stato scoperchiato un altro vaso di Pandora con il fascicolo Paradise Papers mettendo in difficoltà le autorità finanziarie panamensi, e coinvolgendo altri studi legali che si prestavano quali interlocutori finanziari.

Come sempre, la SHADOIT BUSINESS CONSULTANCY LTD dimostra, essendo una società che si è data una regolamentazione inglese, di essere avanti nei tempi ed aver previsto che prima o poi, la lotta alla evasione fiscale o alla elusione fiscale, avrebbe prodotto un problema per il mondo finanziario globale, mettendo in difficoltà migliaia di persone che si erano fidate direttamente di aziende panamensi, senza aver percorso degli step obbligatori che li avrebbe salvaguardati.

Non è assolutamente illecito aprire una holding in Panama, come non è illecito aprire conti correnti offshore aziendali o personali, laddove non vi è un fisco aggressivo ed un’incessante caccia alle streghe come per alcuni Paesi europei e soprattutto per un Paese in particolare.

Esistono soluzioni di investimento decennali, che permettono di mettere al sicuro i vostri beni ed i vostri capitali aprendo società a Londra (Limited o LTD) e poi effettuando, sotto la guida esperta di professionisti accreditati nel mondo finanziario, investimenti a lungo e medio termine senza violare alcuna legge.

Solo in un secondo momento, si potrà ipotizzare di aprire con regolarità legale una fondazione o una holding a Panama ma soprattutto nel Delaware, sotto la protezione di una società Corporation o LLC e non essere tacciati di evasione fiscale o elusione fiscale e poter dormire sonni beati.

Registrando una società a Londra, si può beneficiare di una tassazione equa ed investire in beni strutturali mobili ed immobili, utilizzando la Limited quale società veicolo, nel modo che spiegheremo in “finanza strutturata”, per aprirvi mentalmente e permettervi di comprendere trasparentemente di cosa si tratta e come si possono realizzare utili dai vostri investimenti in maniera sicura e del tutto lecita.

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